|
Nel
IX secolo, occupata dagli Arabi che intuirono limportanza geografico
politica della posizione strategica del suo porto, ebbe un notevole
sviluppo commerciale ed industriale specie nel settore de pesca.

Oggi
|
Assediata
per terra e per mare nel 1077 fu conquistata dal conte normanno Ruggero.
La sua importanza commerciale si incrementò per i traffici favoriti
dalle Crociate.
Dopo la morte di Guglielmo II avvenuta nel 1189, ai normanni si susseguirono
gli svevi e gli angioini che profondamente mortificarono ogni legalità
determinando discordie e ribellioni interne.
Ma ancora intorno al 1280, quando fu occupata dagli aragonesi, la città
era economicamente significativa tanto da rendere possibile un primo ampliamento
sotto Giacomo II.
Nel periodo del viceregno, sotto dominazione spagnola, non ostante fosse
funestata da incursioni piratesche, da carestie e pestilenze e da frequenti
tumulti popolari, Trapani si mantenne commercialmente fiorente supportata
dallindustria della pesca e del sale e dalle attività legate
alla pesca e lavorazione del corallo.
La decadenza
della città iniziò sotto la dominazione spagnola e raggiunse
il suo acme nel 1647 quando il governo spagnolo provò a venderla
ad un affarista fiorentino.
Alla dominazione
spagnola si sostituì quella dei Savoia nel 1713, quella austriaca
nel 1720 e quindi quella borbonica nel 1738 che inaugurò un periodo
di pace che, durato sino ai moti politici per lunificazione nazionale,
consentì alla città di riassumere un importante ruolo come
centro agricolo e marinaro e portò alla bonifica della zona ovest
e allo sviluppo urbanistico. Poi l11.5.1860 Garibaldi sbarcò
a Marsala con i suoi Mille e proseguì sino al Volturno.
Col nuovo assetto
politico dello Stato Unitario si diede luogo allampliamento urbanistico
verso est.
Quello che allunità
di Italia è seguito può perfettamente essere riassunto da
questa citazione dallo storico trapanese Mario Serraino " Il processo
espansionistico del novello Stato fece, nel XX secolo, inserire nel capitolo
della storia nazionale leroismo dei Trapanesi, in occasione della
guerra libica, della prima guerra mondiale, delle guerre dAfrica
e di Spagna, e nellultimo conflitto, giammai perdendo la città
la sua importanza militare per la sua posizione strategica ".
Ma non solo
allo stato unitario Trapani ha fornito carne da macello. La ha fornito
pure alla piaga non sconfitta della mafia e delle varie consorterie politiche
e finanziarie che hanno ostacolato quando non impedito, anche per insufficienza
di cultura moderna e fantasia, la nascita di attività produttive
industriali moderne, reali e consolidabili.
Né ha
contribuito in modo significativo a scuoterla dal torpore della terziarietà
linstaurazione dellAutonomia Regionale. Sussistono ancora
oggi come attività economiche di sostegno la pesca, ancora con
una delle flottiglie tra le prime dItalia, e lagricoltura,
con una notevole produzione di grano, uve pregiate e olive.
Di rilievo anche lindustria marmifera dellericino Torna in
auge lantica produzione di sale marino riscoperta in abbinamento
ad una più intelligente conservazione dellambiente florofaunistico,
scelta da considerare come essenziale se, come si dice ed appare logico,
si voglia indirizzare la prospettiva di un risorgimento economico principalmente
sul versante turistico e dei servizi ad esso legati. La prospettiva non
è fantasiosa. Trapani è il capoluogo della provincia con
Erice, San Vito lo Capo, Segesta, Selinunte, Mothia, Scopello, Castellammare
del Golfo, Valderice, Nuova Gibellina, le Isole Egadi, Pantelleria
.
Torna su
Leggende:
origine trapanese dell'Odissea?
|
Ieri.
In un libro edito nel 1892, troviamo una dimostrazione critica di Samuel
Butler, secondo il quale l'antica città di Scherie indicata
nell'Odissea come la capitale della Feacia, è precisamente Trapani!
Riportiamo
di seguito la prefazione del libro.
"E'
bene a sapersi che, tempo addietro, è venuto a Trapani un dotto
inglese, per nome Samuel Butler; il quale, in Inghilterra, fatti degli
accurati studi sull'Odissea per potere risolvere un'antica questione,
dibattuta da vecchie scuole, sull'origine locale di quel greco poema,
è venuto ad una conclusione di grandissimo onore per la sicilia
e, con particolarità, per la città di Trapani.
Il Butler, nientemeno, dopo un'accurata analisi di tutte le caratteristiche
locali dell'antica città di Scherie, indicata nell'Odissea come
la capitale della Feacia, ha dimostrato che questa antica città,
Feace di Scherie, è precisamente Trapani.
Lo ha dimostrato con due lettere a stampa, una del 30 gennaio 1892 e l'altra
del 20 febbraio 1892, inserite in un giornale inglese d'arti, scienze
e lettere intitolato "L'ateneo di Londra".
E', sempre con la mente fissa su un tale argomento, il dotto inglese,
con un opuscolo, sull'umorismo di Omero stampato a Cambridge nello stesso
anno, è venuto ancora alla conclusione che autore dell'Odissea
non solo si fu un siciliano, e trapanese per giunta, ma segnatamente una
signorina.
Altri articoli ha scritto sempre in conferma della sua tesi; e che sono
stati pubblicati in un giornaletto scolastico di Trapani intitolato "Il
Lambruschini".
Noi messi a parte qui in Trapani della questione, in sulle prime, ci siamo
tenuti quasi a contraddire l'opinione del signor Butler; anche perchè
impreparati; ma, in seguito, impegnatasi tra lui ed il nostro bibliotecario
Canonico Fortunato Mondello una polemica piuttosto vivace, costretti a
rivedere il testo greco dell'Odissea (sapendo che, nei dettagli, c'è
poco a fidarsi dei traduttori) fummo obbligati a cedere all'evidenza della
dimostrazione fattane dal dotto inglese.
E poichè questi, per non essere un trapanese, non ha potuto conoscere
a pieno tutte le trasformazioni subite dalla nostra città, sia
nell'antichità che in tempi a noi prossimi, così ha dovuto
lasciare insoluta la questione se Trapani, cioè, in tempi antichi
compresi nel ciclo omerico era effettivamente un'isola; per come è
distintamente indicato dall'Odissea.
Punto questo che ha giustificato, in parte, la ragione dell'opposizione
o indifferenza incontrata dal Butler in Inghilterra, in Italia e perfino
in Trapani.
Noi quindi, con questo opuscolo, ci siamo proposti di chiarire, sino all'evidenza,
questo punto insoluto dall'inglese; e crediamo nel tempo istesso, di adempiere
al nostro dovere nel manifestare a lui la nostra più profonda riconoscenza.
L' 'autore
Oggi,
a distanza di oltre cent'anni l'argomento è ancora attuale, difatti,
a Trapani il 26/05/2000 si è tenuta sull'argomento la convention
internazionale che qui di seguito riportiamo.
 |
TRAPANI
(26 maggio 2000) - Sono iniziati ieri i lavori del 2° Convegno
internazionale sulla "Teoria dell'origine siciliana dell'Odissea"
che si chiuderà domenica 28 maggio. La teoria che fa da sfondo
al convegno è quella di Samuel Butler, secondo cui l'Odissea
sarebbe stata scritta da una poetessa siciliana di età arcaica
e che i luoghi descritti nel poema siano quelli della zona di Trapani.
E poi, Omero era una donna? |
Torna su
Leggende:
origine trapanese dall'Eneide?
|
Ieri.
Altra leggenda legata alla storia di Trapani vuole che tale città
sia sorta sulla falce caduta a Cerere mentre, disperata, vagava per il
mondo alla ricerca della figlia Proserpina, rapita da Plutone, ovvero
sarebbe legata all'approdo di Enea in fuga da Troia.
Canto XIV dell'Eneide.
"Nel viaggio da Cartagine, una tempesta costrinse le navi a lunghe
manovre per non disperdersi una seconda volta. Fu quindi necessario fare
sosta per riparare i danni; a seguire Enea, infatti, non c'erano soltanto
rudi marinai o soldati, ma anche donne, vecchie e fanciulle. Enea guidò
la sua flotta verso l'amica città di Drepano (Trapani). Qui indisse
dei giochi in memoriqa di Anchise, cui presero parte i più giovani
degli esuli. Fu molto bello vedere quei ragazzi gareggiare...".
"Mentre gli uomini assistevano alle gare, le donne corsero alle navi
e appiccarono il fuoco!"
"Le navi bruciano!, gridò d'un tratto qualcuno; subito le
gare furono sospese e tutti accorsero a lottare con le fiamme, mentre
le donne, piangendo, chiedevano che si lasciassero ardere le navi e che
finalmente non si partisse più".
Oggi, si pensa che i giochi ebbero luogo a Trapani fra San Liberale
e Torre di Ligny, e che da lì avvistarono il rogo delle navi ferme
nell'ansa di Bonagia. Certo è che, nel tratto di Litoranea nord
da Trapani a Bonagia
in contrada Pizzolungo, esiste una stele in memoria del padre di Enea,
Anchise, denominata "Stele di Anchise".
Tutte le vie principali della contrada di Pizzolungo sono dedicate ai
personaggi mitici dell'Eneide e tutto
il comprensorio attorno si definisce "Parco Virgiliano", ove
dovrebbe sorgere l'insediamento dei Giochi del Mediterraneo.
Torna su
|