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Storia di Trapani e leggende



Ieri

Posta sull’estrema costa occidentale della Sicilia, con una configurazione a doppia falce che si protende nel mare quasi a dividere il Tirreno dal Mediterraneo, Trapani, l’antica Drepanon, nata dal mito quando Cerere, dea delle messi, alla disperata ricerca della figlia Proserpina rapita perse, proprio qui, la falce che recava in mano, fu fondata dagli Elimi nel XIII secolo a. C. e colonizzata prima dai Fenici e dopo dai Cartaginesi.In seguito alla battaglia navale delle Egadi del 242 a.C.vinta dai romani capitanati dal console Caio Lutazio con la quale ebbe fine la I Guerra Punica Trapaniperse la sua autonomia a favore di Erice e quando nel 395 d.C. l’Impero romano si divise in occidentale ed orientale si trovò sotto il dominio di Costantinopoli che non l’ebbe in minima considerazione.

Nel IX secolo, occupata dagli Arabi che intuirono l’importanza geografico – politica della posizione strategica del suo porto, ebbe un notevole sviluppo commerciale ed industriale specie nel settore de pesca.


Oggi

Assediata per terra e per mare nel 1077 fu conquistata dal conte normanno Ruggero.
La sua importanza commerciale si incrementò per i traffici favoriti dalle Crociate.
Dopo la morte di Guglielmo II avvenuta nel 1189, ai normanni si susseguirono gli svevi e gli angioini che profondamente mortificarono ogni legalità determinando discordie e ribellioni interne.
Ma ancora intorno al 1280, quando fu occupata dagli aragonesi, la città era economicamente significativa tanto da rendere possibile un primo ampliamento sotto Giacomo II.
Nel periodo del viceregno, sotto dominazione spagnola, non ostante fosse funestata da incursioni piratesche, da carestie e pestilenze e da frequenti tumulti popolari, Trapani si mantenne commercialmente fiorente supportata dall’industria della pesca e del sale e dalle attività legate alla pesca e lavorazione del corallo.
La decadenza della città iniziò sotto la dominazione spagnola e raggiunse il suo acme nel 1647 quando il governo spagnolo provò a venderla ad un affarista fiorentino.
Alla dominazione spagnola si sostituì quella dei Savoia nel 1713, quella austriaca nel 1720 e quindi quella borbonica nel 1738 che inaugurò un periodo di pace che, durato sino ai moti politici per l’unificazione nazionale, consentì alla città di riassumere un importante ruolo come centro agricolo e marinaro e portò alla bonifica della zona ovest e allo sviluppo urbanistico. Poi l’11.5.1860 Garibaldi sbarcò a Marsala con i suoi Mille e proseguì sino al Volturno.
Col nuovo assetto politico dello Stato Unitario si diede luogo all’ampliamento urbanistico verso est.
Quello che all’unità di Italia è seguito può perfettamente essere riassunto da questa citazione dallo storico trapanese Mario Serraino " Il processo espansionistico del novello Stato fece, nel XX secolo, inserire nel capitolo della storia nazionale l’eroismo dei Trapanesi, in occasione della guerra libica, della prima guerra mondiale, delle guerre d’Africa e di Spagna, e nell’ultimo conflitto, giammai perdendo la città la sua importanza militare per la sua posizione strategica ".
Ma non solo allo stato unitario Trapani ha fornito carne da macello. La ha fornito pure alla piaga non sconfitta della mafia e delle varie consorterie politiche e finanziarie che hanno ostacolato quando non impedito, anche per insufficienza di cultura moderna e fantasia, la nascita di attività produttive industriali moderne, reali e consolidabili.
Né ha contribuito in modo significativo a scuoterla dal torpore della terziarietà l’instaurazione dell’Autonomia Regionale. Sussistono ancora oggi come attività economiche di sostegno la pesca, ancora con una delle flottiglie tra le prime d’Italia, e l’agricoltura, con una notevole produzione di grano, uve pregiate e olive.
Di rilievo anche l’industria marmifera dell’ericino Torna in auge l’antica produzione di sale marino riscoperta in abbinamento ad una più intelligente conservazione dell’ambiente florofaunistico, scelta da considerare come essenziale se, come si dice ed appare logico, si voglia indirizzare la prospettiva di un risorgimento economico principalmente sul versante turistico e dei servizi ad esso legati. La prospettiva non è fantasiosa. Trapani è il capoluogo della provincia con Erice, San Vito lo Capo, Segesta, Selinunte, Mothia, Scopello, Castellammare del Golfo, Valderice, Nuova Gibellina, le Isole Egadi, Pantelleria
………….

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Leggende: origine trapanese dell'Odissea?

Ieri.
In un libro edito nel 1892, troviamo una dimostrazione critica di Samuel Butler, secondo il quale l'antica città di Scherie indicata nell'Odissea come la capitale della Feacia, è precisamente Trapani!

Riportiamo di seguito la prefazione del libro.

"E' bene a sapersi che, tempo addietro, è venuto a Trapani un dotto inglese, per nome Samuel Butler; il quale, in Inghilterra, fatti degli accurati studi sull'Odissea per potere risolvere un'antica questione, dibattuta da vecchie scuole, sull'origine locale di quel greco poema, è venuto ad una conclusione di grandissimo onore per la sicilia e, con particolarità, per la città di Trapani.
Il Butler, nientemeno, dopo un'accurata analisi di tutte le caratteristiche locali dell'antica città di Scherie, indicata nell'Odissea come la capitale della Feacia, ha dimostrato che questa antica città, Feace di Scherie, è precisamente Trapani.
Lo ha dimostrato con due lettere a stampa, una del 30 gennaio 1892 e l'altra del 20 febbraio 1892, inserite in un giornale inglese d'arti, scienze e lettere intitolato "L'ateneo di Londra".
E', sempre con la mente fissa su un tale argomento, il dotto inglese, con un opuscolo, sull'umorismo di Omero stampato a Cambridge nello stesso anno, è venuto ancora alla conclusione che autore dell'Odissea non solo si fu un siciliano, e trapanese per giunta, ma segnatamente una signorina.
Altri articoli ha scritto sempre in conferma della sua tesi; e che sono stati pubblicati in un giornaletto scolastico di Trapani intitolato "Il Lambruschini".
Noi messi a parte qui in Trapani della questione, in sulle prime, ci siamo tenuti quasi a contraddire l'opinione del signor Butler; anche perchè impreparati; ma, in seguito, impegnatasi tra lui ed il nostro bibliotecario Canonico Fortunato Mondello una polemica piuttosto vivace, costretti a rivedere il testo greco dell'Odissea (sapendo che, nei dettagli, c'è poco a fidarsi dei traduttori) fummo obbligati a cedere all'evidenza della dimostrazione fattane dal dotto inglese.
E poichè questi, per non essere un trapanese, non ha potuto conoscere a pieno tutte le trasformazioni subite dalla nostra città, sia nell'antichità che in tempi a noi prossimi, così ha dovuto lasciare insoluta la questione se Trapani, cioè, in tempi antichi compresi nel ciclo omerico era effettivamente un'isola; per come è distintamente indicato dall'Odissea.
Punto questo che ha giustificato, in parte, la ragione dell'opposizione o indifferenza incontrata dal Butler in Inghilterra, in Italia e perfino in Trapani.
Noi quindi, con questo opuscolo, ci siamo proposti di chiarire, sino all'evidenza, questo punto insoluto dall'inglese; e crediamo nel tempo istesso, di adempiere al nostro dovere nel manifestare a lui la nostra più profonda riconoscenza.
L' 'autore

Oggi, a distanza di oltre cent'anni l'argomento è ancora attuale, difatti, a Trapani il 26/05/2000 si è tenuta sull'argomento la convention internazionale che qui di seguito riportiamo.

TRAPANI (26 maggio 2000) - Sono iniziati ieri i lavori del 2° Convegno internazionale sulla "Teoria dell'origine siciliana dell'Odissea" che si chiuderà domenica 28 maggio. La teoria che fa da sfondo al convegno è quella di Samuel Butler, secondo cui l'Odissea sarebbe stata scritta da una poetessa siciliana di età arcaica e che i luoghi descritti nel poema siano quelli della zona di Trapani.

E poi, Omero era una donna?

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Leggende: origine trapanese dall'Eneide?

Ieri.
Altra leggenda legata alla storia di Trapani vuole che tale città sia sorta sulla falce caduta a Cerere mentre, disperata, vagava per il mondo alla ricerca della figlia Proserpina, rapita da Plutone, ovvero sarebbe legata all'approdo di Enea in fuga da Troia.

Canto XIV dell'Eneide.
"Nel viaggio da Cartagine, una tempesta costrinse le navi a lunghe manovre per non disperdersi una seconda volta. Fu quindi necessario fare sosta per riparare i danni; a seguire Enea, infatti, non c'erano soltanto rudi marinai o soldati, ma anche donne, vecchie e fanciulle. Enea guidò la sua flotta verso l'amica città di Drepano (Trapani). Qui indisse dei giochi in memoriqa di Anchise, cui presero parte i più giovani degli esuli. Fu molto bello vedere quei ragazzi gareggiare...".
"Mentre gli uomini assistevano alle gare, le donne corsero alle navi e appiccarono il fuoco!"
"Le navi bruciano!, gridò d'un tratto qualcuno; subito le gare furono sospese e tutti accorsero a lottare con le fiamme, mentre le donne, piangendo, chiedevano che si lasciassero ardere le navi e che finalmente non si partisse più".

Oggi
, si pensa che i giochi ebbero luogo a Trapani fra San Liberale e Torre di Ligny, e che da lì avvistarono il rogo delle navi ferme nell'ansa di Bonagia. Certo è che, nel tratto di Litoranea nord da Trapani a Bonagia
in contrada Pizzolungo, esiste una stele in memoria del padre di Enea, Anchise, denominata "Stele di Anchise".
Tutte le vie principali della contrada di Pizzolungo sono dedicate ai personaggi mitici dell'Eneide e t
utto il comprensorio attorno si definisce "Parco Virgiliano", ove dovrebbe sorgere l'insediamento dei Giochi del Mediterraneo.

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